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martedě 15 giugno 2010

Fanelli e  Luperini protagonisti sul percorso lungo. Giacomazzi re della cronoscalata Successo e complimenti per gli organizzatori. Eddy scortato dai suoi ex gregari
Doveva essere una gara spettacolare, e spettacolo è stato. La GF Eddy Merckx 2010, la gara dedicata al “cannibale” belga, oggi è stata nobilitata da presenze estremamente qualificate, chi in gara per ben figurare, chi per pedalare al fianco del grande campione e festeggiare in bici i suoi 65 anni, col compleanno effettivo giovedì.
Eddy Merckx ha gareggiato sul tracciato della medio fondo, il che significa 1700 metri di dislivello in 85,5 km, una fatica amplificata dal gran caldo e da un’afa insistente,  protetto per tutta la gara dai suoi “ex” gregari, uomini come De Shoenmäker, Vekemans, Rottiers e Huysmans, ma c’erano anche altri “ex” dai nomi illustri come Cipollini, Battaglin, Gimondi, Minali, Lelli e Pontoni.
Alla partenza di Rivalta di Brentino Belluno (VR) erano in 2200 al via, al traguardo a festeggiare il gran balzo in un albo d’oro importante si sono presentati per primi Stefano Fontana e Martina Zanon (medio fondo) e quindi Ivan Fanelli e l’intramontabile Fabiana Luperini sul tracciato lungo di 153 km e 3.204 metri di dislivello.
La giornata è stata vivacizzata fin sulla prima salita da scatti nervosi che hanno frantumato il lungo gruppone che da Rivalta si è diretto su Sant’Ambrogio Valpolicella prima di salire fino a Mazzurega e ridiscendere con una discesa mozzafiato fino a Fumane. Il gruppetto di testa è stato quello che ha effettivamente movimentato la classifica ed ha affrontato per primo la cronoscalata del “Cannibale”, da Fumane a Breonio. Una salita scandita da una serie di tornanti con inclinazioni severe, e sotto il traguardo della cronoscalata il primo a transitare è stato Mauro Giacomazzi che ha scompigliato la tattica di gara soprattutto del team “Giordana Cipollini Tuttosport” con continui scatti. La gara da Breonio scendeva fino a Fosse, quindi a S.Anna risaliva a Fosse per fiondarsi in Valdadige, una discesa ripida intervallata da tornanti a gomito. C’era molta curiosità per capire chi, imboccata la Valdadige, avrebbe poi deviato per il percorso lungo e chi invece per il traguardo della medio fondo di Rivalta. In testa a tutti sempre Giacomazzi, che non ha avuto esitazioni proseguendo verso Ala, dietro il gruppo di testa si divideva in due, Kairelis, Krys, Fanelli e Zen si lanciavano all’inseguimento di Giacomazzi, mentre Diego Rosa con Salani erano i primi a girare per il bivio di Mama d’Avio.
Da li al traguardo della medio fondo la pedalata era breve. Nella manciata di chilometri che rimanevano il veronese Stefano Fontana ha messo in pratica la sua strategia, fallita lo scorso anno. Appena trovato l’attimo ideale è scattato lasciando sui pedali i sui rivali, e si è presentato da solo sotto lo striscione d’arrivo fermando il tempo su 2h15’52”, e dietro era sprint con Rosa a spuntarla su Giordano, Spiazzi e Lorenzi, ma per loro ci voleva il fotofinish.
Tra le donne la vicentina Martina Zanon ha costruito con tattica intelligente la sua gara, e nulla ha potuto la trentina Serena Gazzini. La Zanon chiudeva col tempo di 2h27’16” e con 55” di vantaggio. Terza, vittima dei crampi, l’ex olimpionica di fioretto Dorina Vaccaroni.
Nel frattempo la gara del percorso lungo, entrata in provincia di Trento, si vivacizzava con la fuga di un gruppetto composto da tutti i migliori. La salita che da Mori portava allo scollinamento della Polsa era determinante. Sui primi tornanti a fare selezione ci provava Kairelis con Giacomazzi pronto a replicare, poi a movimentare la corsa ci pensava il secondo portacolori della “Giordana, Cipollini, Tuttosport” il polacco Krys, ma evidentemente il gioco di squadra, col senno di poi, era quello di sfiancare i rivali e lasciare poi campo aperto a Fanelli. A San Valentino alla Polsa Fanelli era già in pole position per il suo trionfo di giornata. L’errore degli avversari è stato quello di consentirgli di scollinare con un po’ di anticipo e lui ha dato spicco, come è solito fare, delle sue doti di discesista. Fanelli ha infilato come un mig la discesa verso Avio incrementando metro dopo metro il suo vantaggio. Così il toscano di Bari ha raggiunto Avio tutto solo lanciandosi a tutta verso Rivalta, e ci arrivava in solitaria dopo 4h29’03” dal via, mentre alle sue spalle i suoi compagni di squadra cercavano di controllare un nervoso Giacomazzi. Negli ultimi metri Krys allungava quel tanto da evitare lo sprint e così la “Giordana, Cipollini Tuttosport” faceva un bel bis sul podio, mentre Kairelis si arrendeva a Giacomazzi.
Gara in solitaria, e  non poteva essere altrimenti, anche per Fabiana Luperini. Aveva alle sue spalle il riferimento della Guderzo, ma sempre lontana (la campionessa del mondo era in gara ma fuori classifica), ma alla fine, pur se preferiva la salita, in discesa è stata un missile ed il successo non le è sfuggito. Ha chiuso col tempo di 5h00’42” con 21’ su Sara Ugolini e 27 su Marina Ilmer.
I complimenti per il comitato si sono sprecati. Gli sforzi profusi per assicurare una gara in regime di massima hanno dato i propri frutti, la corsa è piaciuta sia sul “medio” che sul “lungo”, ma soprattutto l’atmosfera che regnava sovrana era la soddisfazione di aver pedalato nel nome del “Cannibale” che è arrivato sul traguardo del medio stremato. Lo ha preceduto Mario Cipollini, che si è fermato più volte lungo il tracciato ad assaporare le ciliegie, tipiche del posto.
Ora Alessia Piccolo sta pensando già alla prossima edizione, nel frattempo con i suoi collaboratori si sta gustando la messe di complimenti giunti da ogni dove.
Così si è concluso anche il Challenge Giordana del quale la GF Eddy Merckx era l’ultima tappa. La gara di oggi era anche prova di Campionato Italiano per giornalisti. Il neo campione è Eros Maccioni che si è messo alle spalle Piergiorgio Giacovazzo e Giovanni Bettini.


www.granfondoeddymerckx.com
www.challengegiordana.com

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